UdinLab Archivi - UdinJump Italian International High Jump Meeting Thu, 13 Nov 2025 17:19:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.1 https://www.udinjump.it/wp-content/uploads/2019/11/cropped-LogoUDJfitto512-32x32.png UdinLab Archivi - UdinJump 32 32 Dai Record ai Valori, Javier Sotomayor https://www.udinjump.it/dai-record-ai-valori-lo-sport-che-unisce-ispira-e-ci-insegna-uno-stile-di-vita/ Fri, 07 Feb 2025 09:08:59 +0000 https://www.udinjump.it/?p=55893     Dai Record ai Valori: Lo Sport che Unisce, Ispira e ci insegna uno stile di vita. Nel cuore del dibattito culturale e sportivo, l’evento intitolato “Dai Record ai Valori: Lo Sport che Unisce, Ispira e ci insegna uno stile di vita” rappresenta un appuntamento di grande rilievo per approfondire il legame tra record…

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Dai Record ai Valori: Lo Sport che Unisce, Ispira e ci insegna uno stile di vita.

Nel cuore del dibattito culturale e sportivo, l’evento intitolato “Dai Record ai Valori: Lo Sport che Unisce, Ispira e ci insegna uno stile di vita” rappresenta un appuntamento di grande rilievo per approfondire il legame tra record sportivi, valori universali e sfide sociologiche.

Ospite d’onore sarà una leggenda del salto in alto mondiale:

  • Javier Sotomayor Sanabria, ex altista cubano e detentore dei record mondiali outdoor e indoor nella specialità, universalmente riconosciuto come il più grande saltatore in alto della storia.

Durante l’evento esploreremo le profonde similitudini del campione, non solo nela straordinaria impresa sportiva, ma soprattutto nel contesto sociologico e nazionale in cui queste sono maturate. Javier Sotomayor, portabandiera di una Cuba segnata dall’embargo internazionale e simbolo di resilienza e speranza per Cuba, incarna lo spirito dello sport come forza di unione e ispirazione globale.

Un ponte tra sport, storia, integrazione e pace.

L’evento offrirà un’analisi trasversale che abbraccia i contesti culturali e politici dell’atleta. Attraverso la sua esperienza, metteremo in evidenza il valore dello sport come linguaggio universale, capace di superare i confini geografici e ideologici, ispirando solidarietà e senso di appartenenza.

Cercheremo di chiudere simbolicamente il cerchio, esplorando il concetto di integrazione e il valore di appartenenza che questo grande atleta, attraverso la sua impresa, trasmette e trasmetterà non solo a livello mondiale, ma anche alla diaspora friulana.

In questo contesto interverrà il Dirigente Scolastico dell’istituto Volta che comprende il liceo , Sportivo, Informatico ed Aeronautico, il dott. Mauro Pozzana accompagnato da una delegazione di studenti, già impegnati da diversi anni con UdinJump grazie ad Alessandro Talotti.

Un messaggio universale

“Dai Record ai Valori” vuole essere più di un evento: è un invito a riflettere sul significato dello sport come strumento di connessione e fonte di ispirazione collettiva. Tra passato e presente, tra culture e identità, questo incontro ci aiuterà a scoprire come lo sport possa rappresentare una risposta concreta alle sfide del nostro tempo, rendendo i valori universali accessibili a tutte le generazioni.

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“Fasin un salt in place” evento 2025 https://www.udinjump.it/fasin-un-salt-in-place-2025-udinjump-school/ Fri, 31 Jan 2025 22:27:36 +0000 https://www.udinjump.it/?p=56161    

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Quattro grandi del salto in alto a confronto https://www.udinjump.it/quattro-grandi-del-salto-in-alto-a-confronto/ Fri, 31 Jan 2025 13:14:21 +0000 https://www.udinjump.it/?p=55853 Studio e ricerca a UdinJump Development Quattro grandi del salto in alto a confronto “Lo sviluppo della forza nello sport femminile” è il titolo del convengo del PalaBernes del 5 febbraio Presenti le allenatrici Antonietta Di Martino, Alessia Trost, Inga Babakova e Tatiana Stepanyuk Quest’ultima segue la primatista mondiale Mahuchikh, l’indomani in gara nell’impianto udinese …

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Studio e ricerca a UdinJump Development Quattro grandi del salto in alto a confronto

“Lo sviluppo della forza nello sport femminile” è il titolo del convengo del PalaBernes del 5 febbraio

Presenti le allenatrici Antonietta Di Martino, Alessia Trost, Inga Babakova e Tatiana Stepanyuk
Quest’ultima segue la primatista mondiale Mahuchikh, l’indomani in gara nell’impianto udinese 

Udine, mercoledì 29 gennaio 2024

Nel programma di UdinJump Development non sarà presente soltanto la parte agonistica, ma vi sarà anche uno spazio anche per lo studio e la ricerca. Così, il giorno prima della settima edizione del meeting, in calendario giovedì 6 febbraio, si terrà un convegno con la presenza di quattro grandi esponenti del salto in alto. “Lo sviluppo della forza nello sport femminile” – è il titolo dell’incontro, con particolare riferimento proprio alla disciplina protagonista dell’evento udinese. L’appuntamento è previsto per le 18 di mercoledì 5 febbraio al Pala Indoor Ovidio Bernes. Protagoniste saranno le allenatrici Antonietta Di Martino, Alessia Trost, Inga Babakova e Tatiana Stepanyuk.

Le prime due, che lavorano come tecnici nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, sono state tra le più grandi interpreti della specialità in Italia, con Di Martino che vanta il primato tricolore indoor (2,04) e outdoor (2,03) e Trost, friulana di Pordenone, un personale di 2 metri. Babakova, ucraina, è stata campionessa del mondo nel 1999 e attualmente segue Lionel Strasser, saltatore austriaco che gareggerà a UdinJump. Stepanyuk, anche lei ucraina, è invece l’allenatrice di Yaroslava Mahuchikh, primatista mondiale con 2,10, campionessa olimpica, mondiale ed europea in carica che sarà la stella del meeting. Le quattro professioniste porteranno la loro esperienza sulla base che, anche tra le donne, è sempre più diffuso l’utilizzo di protocolli di allenamento che prevedono lo sviluppo della forza muscolare, inteso come la messa in atto di una programmazione nel medio-lungo termine di attività fisica che recluta l’intero sistema neuromuscolare attraverso esercizi specifici muscolari personalizzati e monitorati. Seguiranno poi alcune dimostrazioni pratiche e il successivo dibattito sul cosiddetto “shock method” di Yuri Verkhoshansky e sull’uso attuale della pliometria, o drop jump, nell’allenamento della potenza, della rapidità, dell’esplosività e della forza massimale del muscolo. L’incontro, al quale tutti possono partecipare, sarà moderato da Mara Nespolo, responsabile della formazione del comitato regionale della Fidal.

Il convegno si terrà al termine di una giornata che prevede al mattino la conferenza stampa di presentazione di tutti gli atleti in gara a UdinJump. Appuntamento a proposito alle 11 nella sala Ajace di Palazzo d’Aronco a Udine. L’indomani, nel pomeriggio, dalle 17.45, la gara, che sarà trasmessa in diretta da RaiSport.

Dir. Ufficio Stampa UdinJump Development

Francesco Tonizzo

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lo sviluppo della forza nello sport femminile https://www.udinjump.it/lo-sviluppo-della-forza-nello-sport-femminile/ Tue, 14 Jan 2025 18:51:11 +0000 https://www.udinjump.it/?p=55818 L'articolo lo sviluppo della forza nello sport femminile proviene da UdinJump.

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Fasin un salt in place – 2024 – Fondazione Pittini https://www.udinjump.it/fasin-un-salt-in-place-2024-fondazione-pittini/ Sat, 28 Sep 2024 14:57:06 +0000 https://www.udinjump.it/?p=55746 L'articolo Fasin un salt in place – 2024 – Fondazione Pittini proviene da UdinJump.

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Progetto di educazione motoria in collaborazione con il CONI FVG nell’ambito della iniziative di “Vola alto con lo Sport”

“progetto realizzato grazie al contributo di Fondazione Pietro Pittini”.

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UdinJump giovani promesse made in Italy https://www.udinjump.it/udinjump-giovani-promesse-made-in-italy/ Tue, 05 Dec 2023 13:25:28 +0000 https://www.udinjump.it/?p=54959 UdinJump giovani promesse made in Italy

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Un primo assaggio di UdinJump Development 2024. E’ lo stage tecnico di salto in alto che sabato 25 novembre, nel pomeriggio, si è svolto al palaindoor “Ovidio Bernes” e riservato ai ragazzi under 16 e under 14, iscritti alle Società della Provincia di Udine.

L’evento, coordinato da Mario Gasparetto, rappresenta un raduno provinciale della Fidal: il comitato udinese del presidente Massimo Patriarca, che è anche il presidente di UdinJump Development, ha permesso ai giovani friulani, selezionati dal fiduciario tecnico provinciale Tommaso Pascolini, di cimentarsi sulla stessa pedana sulla quale saranno protagonisti i campioni di UdinJump Development, il prossimo febbraio.

Il raduno provinciale ha visto la presenza di una quarantina di persone tra ragazze e ragazzi, tesserati Fidal, nati dal 2009 al 2011, tecnici federali e stagisti del corso di formazione allenatori indetto dalla Fidal regionale. Per tutti, un’occasione importante per iniziare a rinverdire i fasti della scuola udinese di salto in alto che, nei decenni precedenti, ha permesso a tanti campioni di spiccare il volo.

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UdinJump e UniUd, sport e disabilità, la ricerca https://www.udinjump.it/udinjump-e-universita-di-udine-sport-e-disabilita-la-ricerca/ Tue, 10 Oct 2023 14:23:12 +0000 https://www.udinjump.it/?p=54916 L'articolo UdinJump e UniUd, sport e disabilità, la ricerca proviene da UdinJump.

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Nell’àmbito del ritorno d’immagine e dell’attenzione mediatica, analogica e digitale, UdinJump Development, per il tramite di Eliseo Rainone, full stack marketer e professionista specializzato nello studio dei big data digitali, ha attivato una collaborazione con il professor Claudio Melchior, Professore Associato in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Udine, diretta a comprendere in maniera più scientifica il campo di applicazione dell’inclusione sociale delle persone con disabilità nel mondo sportivo. Un obiettivo evidentemente complicato e, nella realtà dei fatti, mai perseguito dai tanti attori del sistema.

“L’argomento – spiega il professor Melchior – è l’intersezione tra mondo dello sport e mondo della disabilità: tanti ne parlano, anche in Italia, tanti se ne occupano, ma la realtà è che è un ambito che sconta un problema importante. Le attività di inclusione sono molte, ma alla base di tutto esiste la fondamentale lacuna dell’assenza quasi totale di numeri che definiscano il tutto. In sostanza: non sappiamo di quante persone si stia parlando, non conosciamo l’entità, pur a grandi linee, del fenomeno e non possiamo conoscere i confini dentro i quali si possa strutturare ed organizzare ogni tipo di iniziativa. In poche parole, nessuno ha mai contato il numero di persone disabili che, potenzialmente, possono accedere a questo ambito. Tanti hanno piccoli e specifici studi nel proprio settore e segmento organizzativo, riferito al proprio ristretto territorio di disabilità, peraltro tutte rilevanti e meritorie, senza dubbio. Manca completamente il numero complessivo, sistematico ed integrato, dal quale dovrebbe partire tutto: in questa situazione, ogni singola iniziativa è fine a se stessa”.

Il lavoro d’assieme con UdinJump in cosa consiste?

“Eliseo Rainone ha la possibilità di analizzare determinati big data sulla rete e ha messo a disposizione questa competenza per ricavare stime sul fenomeno. Da accademico dell’Università di Udine, ho fatto un altro tipo di ricerche, parallele ed integrate a quella di Rainone, per sondare il mondo della disabilità in generale e nello specifico il suo rapporto con lo sport. Il tutto per iniziare a progettare politiche di inclusione più efficaci. Tante sono le cose da fare, però vogliamo innanzitutto esplicitare il fatto che conoscere il numero di ragazzi con disabilità che hanno bisogno dello sport, e quale sport, per migliorare la loro vita, è un dato basilare per comprendere il fenomeno. Per riuscirci appieno, servirebbe un coinvolgimento più attivo di Istituzioni e mondo delle Associazioni. La Politica parla spesso del mondo della disabilità: molto spesso, però, lo fa in termini di auto-promozione e auto-celebrazione, in ogni caso, molto astratti”.

Le finalità del lavoro e i risultati attesi?

“L’obiettivo è coinvolgere le Federazioni Sportive e, grazie al loro interesse, avere più efficaci risorse, intese non come soldi, ma come dati e riferimenti digitali, come quelli messi a disposizione da Rainone, sui quali lavorare e sul quale costruire mappature del fenomeno. Nell’ambito di UdinJump, siamo andati a ricercare quali siano, nella comunità delle persone disabili, l’importanza e l’impatto dello sport nella loro vita, in senso generale. Sono stati analizzati la rete e i forum pubblici dedicati per iniziare a quantificare la “domanda”. I risultati emersi sono solo tendenziali e parziali: proseguiamo nell’opera di sensibilizzazione della necessità di capirne molto di più. Ci siamo resi conto che la domanda di inclusione c’è ed è reale. E il principale risultato che abbiamo al momento è dunque la constatazione della mancanza di numeri precisi del fenomeno, che sarebbe necessario conoscere per progettare i futuri interventi con efficacia. Sono stati fatti molti passi avanti in questo campo, in Italia e nel mondo occidentale. Però questi risultati riguardano molto gli atleti “di grido”, che vincono medaglie o fanno imprese eccezionali, e troppo poco i ragazzi e le ragazze che, per convivere al meglio con la loro disabilità, hanno bisogno dello sport di base, quello fatto lontano dai riflettori. In questo campo ci sono per fortuna molte eccezionali Associazioni che fanno miracoli, ma manca un approccio integrato ed è necessario lavorare parecchio per colmare la lacuna. Con l’aiuto specifico delle Federazioni Sportive e delle Associazioni Sportive, si può pensare di proseguire più efficacemente”.

nella foto:

Dir. Generale Mario Gasparetto,

Pres. UDJ Massimo Patriarca (e Fidal Udine),

Prof. Claudio Melchior (UniUd),

Dir. Marketing Eliseo Rainone,

Uff. Stampa Francesco Tonizzo

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webinar “results of the studies done on the jumps of the 2021 meeting” https://www.udinjump.it/webinar-results-of-the-studies-done-on-the-jumps-of-the-2021-meeting/ Tue, 01 Feb 2022 18:01:16 +0000 https://www.udinjump.it/?p=53964 L'articolo webinar “results of the studies done on the jumps of the 2021 meeting” proviene da UdinJump.

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webinar  

“results of the studies done on the jumps of the 2021 meeting”
Dr. Renzo Pozzo, University of Udine and Colonia (Germany)
 
01/02/2022 at 21:00 

Programmazione:

Martedì 01/02/2022 ore 21:00 Webiner UdinLAB  “analisi salti 2021”

registrazione dello streaming ZOOM

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Intervista al prof.Renzo Pozzo https://www.udinjump.it/intervista-al-prof-renzo-pozzo/ Fri, 28 Jan 2022 20:04:06 +0000 https://www.udinjump.it/?p=53909 Intervista al prof.Renzo Pozzo, che martedì 1 febbraio, presenterà on line i risultati degli studi di UdinLab sui salti degli atleti nel meeting d'Italia 2021.

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Intervista al prof.Renzo Pozzo, che martedì 1 febbraio, presenterà on line i risultati degli studi di UdinLab sui salti degli atleti nel meeting d’Italia 2021.

Migliorare il gesto atletico si può, ma serve concentrarsi su dati precisi, ricavati da analisi scientifiche: non sempre un atleta ci riesce, per limiti fisiologici, biomeccanici o mentali. E, almeno in Italia, ancora manca una vera cultura della scienza applicata a sport come l’atletica. Lo dice il professor Renzo Pozzo, ex atleta, allenatore e ricercatore di fama internazionale, per molti anni docente e ricercatore all’Università di Colonia, in Germania, che insegna anche a Gemona del Friuli e collabora con UdinLab.
Proprio UdinLab, il laboratorio permanente nato dall’idea di Alessandro Talotti che ha generato la stretta collaborazione tra coloro che frequentano le pedane del salto in alto e la facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Udine, ha permesso, tra le varie iniziative, di sviluppare uno studio scientifico sulle prestazioni atletiche dei protagonisti del meeting UdinJump Development del 2021.
I salti dell’ucraino Andriy Protsenko, dei cubani Luis Castro Rivera e Luis Zayas, di Alessia Trost e dell’ucraina Yaroslava Mahuchikh sono stati filmati, vivisezionati e studiati in ogni più piccolo dettaglio.
L’analisi e la relazione dei dati raccolti sarà presentata dallo stesso Renzo Pozzo martedì 1 febbraio, alle 20.30, nel corso di un webinar on line, sul network ufficiale di UdinJump.

Innanzitutto – anticipa il professor Pozzo – occorre capire l’interazione delle migliori tecniche di corsa, di stacco e di valicamento dell’asticella in rapporto alla potenza esprimibile dell’atleta. Per esempio, in base a quel che abbiamo notato nel meeting 2021, nella fase dello stacco, un atleta come Protsenko unisce un elevato aumento della velocità di salita rispetto alla velocità orizzontale di entrata; ciò si esprime con un parametro denominato indice di trasferimento della velocità. Castro Rivera e Zayas esprimono valori significativamente inferiori di questo importante parametro.. Sono tutti atleti in grado di saltare facilmente misure oltre i 2,24, a patto di riuscire a trovare un metodo che permetta loro di essere efficaci. Abbiamo inoltre notato che Castro varia molto la posizione dei piedi tra un salto e l’altro. Questo elemento impatta sulla trasformazione cinetica dei suoi movimenti perché incide sul rapporto tra la velocità di ascensione verticale rispetto alla velocità di corsa orizzontale. Alessia Trost ha dimostrato una bassa velocità di entrata in alcuni salti: è quasi “normale” che poi anche la velocità di salita sia inferiore. Inoltre, in base alla posizione dei piedi in fase di stacco, si nota un effetto diretto sulla posizione dell’atleta all’apice della parabola di salto: nei salti ottimali il vertice della parabola si trova esattamente sulla verticale dell’asticella, nei salti con parabola non ottimale esso invece è già sopra i sacchi. Tutti questi elementi rappresentano parametri che possono subire variazioni volontarie od involontarie: con il nostro studio e disponendo di un numero sufficiente di salti alle varie quote, si possono evidenziare i diversi approcci-strategie messi in atto dagli atleti”.

Conoscendo questi parametri, un atleta quanto può migliorare?
Uno degli aspetti più difficili è proprio far comprendere a un allenatore e a un atleta la differenza tra il movimento umano in termini di descrizione secondo un paradigma legato a parametri fisici newtoniani (biomeccanica, ndr) e gli elementi che producono tale movimento cioè un paradigma sensomotorio-fisiologico. L’allenamento deve concentrarsi soprattutto su questi ultimi e, in base ai dati, si può capire-ipotizzare il rapporto tra la causa, determinata da precisi comportamenti da allenare, e l’effetto che generano, cioè la descrizione del movimento. Vanno comprese le caratteristiche dell’atleta: che velocità può raggiungere, che sforzo possono sostenere le sue articolazioni, quali caratteristiche principali mostra il suo sistema senso-motorio? Va svolto un lavoro specifico, prestando attenzione al condizionamento di specifici muscoli o parti del corpo degli atleti. In questo ambito, si commettono spesso parecchi errori: serve essere invece molto attenti a tutto ciò, per migliorare l’efficienza di ogni atleta, oltre all’efficacia. In tempi recenti, la tecnologia applicata all’atletica ha permesso di fare passi avanti rilevanti, consentendo rilevazioni precise e non invasive dei parametri cinematici e dinamici e dell’attivazione muscolare di ogni gesto. Ai tempi della costruzione del palaIndoor a Udine, io insistetti parecchio perché le pedane dei salti fossero dotate di strumenti per la rilevazione di alcuni parametri come le pedane dinamometriche interrate. In ogni caso, è fondamentale comprendere la differenza tra descrivere un salto in alto ed allenare i processi che producono questo fenomeno: spesso si confondono i due mondi”.

Qual è il feedback che atleti ed allenatori danno rispetto a questi studi? Hanno l’abilità di elaborare i dati e di lavorare di conseguenza?
Questa domanda mette un po’ il dito nella piaga. L’Italia è il paese dei geni che risolvono con fantasia le situazioni più difficili, però servirebbe investire di più, soprattutto a lungo termine, nella ricerca e nell’applicazione sistematica dei dati. È comunque doveroso sottolineare che in alcuni settori, ovvero discipline sportive, si sono fatti notevoli progressi e l’interazione tra studiosi e allenatori è molto progredita. Negli anni Novanta, con il settore lanci in seno alla Fidal, ottenemmo risultati brillanti. Oggi, in altri paesi, anche in Slovenia per esempio, c’è un più efficace e continuo scambio di dati tra atleti e allenatori da una parte e ricercatori e scienziati dall’altra. C’è una diversa cultura”.

Eppure, nel 2021, il campione olimpico di salto in alto e i campioni olimpici dei 100 metri e della staffetta 4×100 sono tutti italiani…
La perfetta eccezione che conferma la regola. Quando una nazione manda un proprio atleta costantemente tra i primi dieci a livello mondiale, si può parlare di un sistema efficiente. Se succede l’exploit, che va comunque studiato, non è detto che tutto il sistema dietro sia efficace. Basta andare a vedere quali nazioni abbiano investito davvero nei centri di preparazione olimpici per avere un quadro chiaro. Poi, certamente, anche quelle possono sbagliare e non ottenere risultati, anche perché dipende dal materiale umano a disposizione. L’Italia è il paese dei talenti, ma non sempre il nostro sistema di sviluppo di questi talenti funziona bene. Tamberi ha vinto l’oro olimpico, ha fatto un gran lavoro, ma dietro di lui chi c’è?

Un messaggio da mandare agli studenti delle facoltà di Scienze Motorie e simili?
Io insegno anche a Gemona e la mia storia personale può essere un monito. Sono andato via dall’Italia perché ai miei tempi, da studente, non c’erano Università che preparassero per questo settore. Sono andato a Colonia, che è una delle migliori al mondo, ricominciando da zero. Serve grande passione, il campo di interesse è bellissimo perché esplora i limiti delle capacità umane. C’è, però, un forte rischio di ricevere ingratitudine. Nello sport agonistico di alto livello, se non si entra tra i primi dieci al mondo non si viene considerati: essere continui solo a livello nazionale non dà visibilità, né vera considerazione generale. Diverso è il discorso se si entra nel campo della riabilitazione o del fitness, dove la considerazione è maggiore e non serve portare qualcuno a una finale olimpica per essere applaudito: ecco perché, spesso, i migliori si dedicano a fisioterapia e al fitness”.

Si prega di utilizzare le immagini allegate, a corredo del testo.

Grazie per la collaborazione

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Francesco Tonizzo
Giornalista professionista – Tess.Num 084329 – ODG Fvg

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Nasce UdinLAB il Laboratorio Scientifico Permanente https://www.udinjump.it/nasce-udinlab-il-laboratorio-scientifico-permanente/ Sun, 24 Jan 2021 15:43:08 +0000 https://www.udinjump.it/?p=53429 Nasce UdinLAB, Alessandro Talotti ci spiega il concetto del Laboratorio Sportivo Scientifico Permanente

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Nasce UdinLAB, Alessandro Talotti ci spiega il concetto del Laboratorio Sportivo Scientifico Permanente

Cos’è Udin Lab?

“Udin Lab è un laboratorio nato dalla stretta collaborazione tra la “asd Udin Jump Development” e l’Università degli studi di Udine nel c.d.l. Scienze Motorie.”

Come nasce Udin Lab e con quali obbiettivi?

“Nasce da un’idea: l’esperienza accumulata negli anni in cui ho vestito la maglia azzurra, unita alla cattedra a contratto che da alcuni anni occupo al c.d.l. di Scienze Motorie ho pensato che fosse il momento di concretizzare e mettere in pratica quanto la scienza possa oggi rappresentare un punto di forza per gli atleti. L’obbiettivo è semplice e preciso: fornire agli allenatori e agli atleti dati scientifici riguardo le loro prestazioni, in gara e in allenamento. Il tutto da analizzare e interpretare per migliorare la prestazione e prevenire gli infortuni.”

In pratica come si compone Udin Lab.

“Per prima cosa ho fondato il Comitato Tecnico Scientifico che ha l’obbiettivo di decidere cosa e come andare a studiare il gesto tecnico nello specifico. Questo Comitato Tecnico Scientifico si compone di un presidente: prof. Faustino Anzil, che nel mondo dello sport e dei salti in particolare non ha bisogno di presentazioni. Gli altri componenti sono il prof. Lazzer, direttore del corso di laurea in scienze motorie e dello sport di Udine-Gemona, il prof. Renzo Pozzo scienziato di fama internazionale con molti decenni di esperienza e per ultimo ci sono io che faccio da unione tra la parte tecnica e quella scientifica.”

Una scelta coraggiosa investire di questi tempi su cose simili.

“Più che coraggio ci vuole visione. E sono convinto che con “Udin Lab” nasca in Italia la società sportiva del futuro: che con la tecnologia che abbiamo, la cultura che ogni giorno si fa nelle Università di scienze dello sport e soprattutto con la concorrenza mondiale di oggi nel mondo dello sport, non si può pensare che i nostri allenatori e atleti si allenino sempre e solo con cronometro e fettuccia metrica. I mezzi ci sono, usiamoli e torniamo a parlare di futuro anziché dei gloriosi fasti del passato. Sono convinto che i limiti fisici sono spesso mentali e che i super atleti che vediamo in contesti mondiali non siano altro che buoni atleti ben allenati.”

Udin Lab sarà fruibile solo per la pratica dei salti dell’atletica leggera e per i professionisti?

“Udin Lab nasce nell’atletica di provincia, ma vuole essere fruibile per tutti gli sport e soprattutto per gli sport dilettantistici. Ricordo volentieri che nel calcio a livello professionistico esistono già cose simili, ma ai Giochi Olimpici come sappiamo la stragrande maggioranza degli sport sono dilettantistici.”

Se chiude gli occhi come immagina Udin Lab tra 10 anni?

“Spero che tra 10 anni si ricordino che tutto è cominciato qui, da una semplice idea di collaborazione tra Università e società sportiva dilettantistica nel far east d’Italia. Nel senso che spero saranno in tanti a copiarci e che ogni università possa rendere disponibili sul campo risultati e sinergie di un lavoro di squadra che porterà orgoglio e successi al nostro sport di base e soprattutto che eleverà il livello di cultura nei campi sportivi della nostra Nazione.”

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